SIDMI Veneto e Friuli-Venezia Giulia promuovono una giornata di confronto sulla governance delle Direzioni Infermieristiche.
Padova 3 maggio 2024: La Società Italiana per La Direzione ed il Management delle Professioni Infermieristiche SIDMI del Coordinamento Veneto e Friuli-Venezia Giulia con il patrocinio della Ordine della professione Ostetrica interprovinciale del Veneto e della Federazione Nazionali Ordini Professionali Infermieristiche (FNOPI) ha promosso un incontro dal titolo “Modelli di governance delle Direzioni Professionali Sanitarie: riflessioni e visione future”
In un mondo in continua evoluzione, dove l’invecchiamento della popolazione e l’aumento delle esigenze sanitarie mettono a dura prova i sistemi sanitari esistenti, la governance delle professioni sanitarie assume un ruolo di primaria importanza. Garantire una gestione efficace ed efficiente di questo settore è fondamentale per assicurare un’assistenza sanitaria di qualità ai cittadini e per rispondere alle sfide del futuro.
L’incontro ha rappresentato un’occasione preziosa per riunire esperti e professionisti del settore per delineare i possibili scenari e proporre soluzioni concrete. Le discussioni hanno evidenziato la necessità di un cambio di paradigma, passando da un modello gerarchico tradizionale a un approccio più flessibile e adattabile alle nuove esigenze dove le parole d’ordine sono “Interdisciplinarietà”, “presa incarico organizzative”, “predisposizione di norme”.
Verso modelli di governance più efficaci:
La governance basata sul valore, la governance partecipativa e la governance basata sul mercato si presentano come modelli alternativi al tradizionale approccio gerarchico. La governance basata sul valore pone al centro gli esiti sanitari e il miglioramento della qualità dell’assistenza per i pazienti, orientando le decisioni verso ciò che conta di più. La governance partecipativa coinvolge attivamente i professionisti sanitari nel processo decisionale, valorizzando le loro competenze e conoscenze e promuovendo un senso di ownership e responsabilità. La governance basata sul mercato, invece, utilizza meccanismi di mercato per allocare le risorse e migliorare l’efficienza del sistema sanitario
Gli Interventi della giornata:

Nell’apertura dei lavori sono stati lanciati vari spunti di riflessioni tra cui l’intervento di Carmelo Gagliano (Presidente OPI Genova – Consigliere Comitato Centrale FNOPI) che ha evidenziato come la Professione stia lavorando sulla valorizzazione degli esiti dell’assistenza fulcro dello sviluppo delle competenze dei professionisti. “La professione, ha sottolineato (Fnopi), deve orientarsi ora sul modello dello skills – mix cercandolo al suo interno abbandonando il precedente modello che vedeva l’integrazione con la professione medica. Questo permetterà, e la fnopi sta lavorando attraverso gruppi di lavoro tematici, a valorizzare le competenze non solo in termini professionali ma anche con una nota importante di contrattualità”. Una riflessione pungente è stata fatta da Carlo Bolzonello (Consigliere Regionale, Presidente della 3° Commissione Tutela della Salute, Servizi Sociali Alimentazione, Previdenza Complementare e Integrativa Regione FVG) che ha messo sul tavolo l’assenza assoluta delle professioni sanitari sul tavolo politico. Questa assenza pesa nel quadro politico sanitario orientato non più al concetto di “Ospedale” come epicentro della cura, ma indirizzato a fornire pronte risposte ai cittadini che chiedono con forza soluzioni di “Salute” in termini di organizzazione dei processi assistenziali e clinici orientati ai bisogni espressi nel territorio. Infine, il segretario lancia una forte provocazione: “Le professioni sanitarie sono pronte o meglio la loro base vuole dialogare con la politica e dirigere una nuova riorganizzazione del SSN.? Si necessità di cambiamenti normativi che devono essere attuati collaborando e dialogando con la politica e gli stakeholder che vi ruotano attorno.”
L’intervento di Bruno Cavalieri (Presidente Nazionale SIDMI) apre con il Rapporto OASI 2023 della Bocconi di Milano che evidenza la presenza di una popolazione sempre più anziana che deve essere presa incarico. “Serve una forte spinta manageriale ed una “formalizzazione normativa” per spingere le autonomie professionale nel dare risposta ai bisogni chiesti dal SSN”. La professione infermieristica ha un problema di identità: le professioni sanitarie devono documentare le loro prestazioni per dare evidenza del loro lavoro e della loro esistenza. In tutti i cambiamenti la produzione degli esiti, degli outcome realizzati dai professionisti e validati dalle Società Scientifiche favoriscono il cambiamento. Nel panorama del Management delle Direzioni Assistenziali nazionali si presenta una grande diversità sia nei ruoli che nelle identità manageriali. La professione deve avere il coraggio di creare un gruppo di dirigenti con un percorso formativo che crei identità per avviare un percorso formativo da proporre all’università che formi i futuri dirigenti. Infine, Cavalieri lancia un campanello di allarme sugli abbandoni della professione infermieristica: “il collega si licenzia e cambia lavoro: un sintomo che indica una organizzazione manageriale che non ha interagito sulle aspettative del lavoratore”.
Michele Picogna (Direttore Generale CISI GORIZIA Friuli-Venezia Giulia) ha ribadito il concetto già espresso sulla predisposizione normative degli incarichi manageriali focalizzando l’attenzione nel mettere la direzione di unità organizzative che producono servizi ben identificati. “Nel contesto odierno si riscontro “resistenze” allo sviluppo normativo dello sviluppo professionale. Da uno studio realizzato si è evidenziato che nel nostro sistema esistono molti professionisti con formazione universitaria avanzata che non trova la giusta collocazione a livello di carriera non adeguando la valorizzazione dei professionisti.” Concludendo, Picogna ha ribadito che “Il bisogno di dirigenti infermieristici può nascere dal contributo del “buon funzionamento dei servizi” e dalla loro capacità di contribuire a dare risposte ai cittadini. Per concretizzare i percorsi dirigenziali si devono prevedere il loro ruolo all’interno delle norme legislative regionali e nazionali. Aspetto fondamentale per lo sviluppo del Management Dirigenziale delle Professioni sanitarie”.
Lorena Martini (Direttrice UOC Formazione ECM AGENAS) porta il suo contributo chiamando in causa il Decreto DM77 che conduce ad un cambio dei paradigmi assistenziali indicando la metodologia per definire i modelli di organizzativi di lavoro e, soprattutto, la collaborazione tra i professionisti chiamati ad intervenire alla condivisione sui bisogni rivelati. Questo porta a nuove competenze e la base professionale si aspetta riposte dai dirigenti infermieristici “effettive e tempestive”. Si necessita di nuove competenze che permettano di lavorare per obiettivi costruendo relazioni e abilità di gruppo per analizzare e re-igienizzare l’organizzazione ed i processi. Il cambiamento delle politiche sanitarie ha stimolato la creazione dei team multidisciplinari attraverso un approccio interdisciplinare con il riconoscimento del ruolo dell’altro ascoltando le diverse competenze: “il motto è “uscire dalla mono disciplinarietà per condividere le competenze. Pertanto, la formazione interdisciplinare diventa punto strategico per creare un ambiente non competitivo ma costruttivo riconoscendo il valore delle diverse e specifiche attività”. Se l’interdisciplinarità è il primo passo la transdisciplinarietà è il futuro per praticare una cultura dello scambio e della collaborazione che consente di definire i nuclei costitutivi delle varie professionalità.
Conclude la mattinata di interventi Federico Lega, Professore Ordinario Università degli Studi di Milano esordendo “le professioni sanitarie sono un architrave delle Sistema sanitario Nazionale”. Nel suo intervento presenta gli “spazi” e gli assetti organizzativi che la dirigenza delle professioni sanitarie possono e dovrebbero occupare sviluppando carriere per i professionisti sanitari creando prospettive nello sviluppo verticale aziendale. Serve una Visione e una agenda strategica “intenzionale” e contestualmente portare la formazione dei dirigenti all’interno delle aziende al fine di creare percorsi utili all’azienda costruendo appartenenza e messa in contesto degli obiettivi aziendali.Promuovere la partecipazione e lo sviluppo professionale:“Il coinvolgimento attivo dei professionisti sanitari nel processo decisionale, commenta Roberto Roccaro (Coordinatore SIDMI Veneto)è un elemento chiave per una governance efficace”. La loro esperienza e conoscenza del campo sanitario sono risorse preziose che possono contribuire a migliorare la qualità dell’assistenza e l’efficienza del sistema. Investire nella formazione manageriale e nello sviluppo professionale dei prossimi dirigenti è quindi fondamentale per equipaggiarli con le competenze necessarie per affrontare le sfide future e per assumere un ruolo attivo nella governance.
Un futuro collaborativo e condiviso:
“Il futuro della governance sanitaria non può essere costruito da soli”. Conclude la sessione di confronto plenaria Cavaliere: “La collaborazione tra professionisti, manager, decisori politici e cittadini è fondamentale per realizzare una visione condivisa e per affrontare le sfide in modo efficace”. Il coinvolgimento attivo dei pazienti nel processo decisionale è un elemento chiave per garantire che le loro esigenze siano prioritarie e che l’assistenza sanitaria sia centrata sul paziente.
La giornata d’incontro promossa dal SIDMI ha rappresentato un passo importante verso la definizione di un nuovo paradigma per la gestione della dirigenza delle professioni sanitarie. Le proposte presentate offrono un ventaglio di soluzioni per migliorare la qualità dell’assistenza sanitaria e garantire risposte chieste dal SSN. La collaborazione e la condivisione delle conoscenze tra i diversi stakeholder saranno fondamentali per realizzare questa visione e per costruire un futuro migliore per la salute di tutti.
